
La passione per il legno ha avuto il suo primo esordio nella falegnameria presso la quale lavoravo duramente i periodi estivi, ricordo ancora l’emozione che provavo annusando quei trucioli, quanta potenza era racchiusa in quegli assi di legno.
Ho ancora ben in mente il giorno in cui decisi di realizzare la mia prima chitarra, avevo a disposizione pochissimo materiale, in molti casi ricavato da parti inutilizzate in falegnameria, per non parlare degli attrezzi.
Questo sentimento impetuoso mi ha indotto a fare continue ricerche per capire poi quanto potesse essere complicato costruire una chitarra elettrica.
La sua realizzazione comportava infatti molte spese, sia per l’acquisto del legno più idoneo alla liuteria e per le attrezzature necessarie.
Ho ancora ben in mente il giorno in cui decisi di realizzare la mia prima chitarra, avevo a disposizione pochissimo materiale, in molti casi ricavato da parti inutilizzate in falegnameria, per non parlare degli attrezzi.
Questo sentimento impetuoso mi ha indotto a fare continue ricerche per capire poi quanto potesse essere complicato costruire una chitarra elettrica.
La sua realizzazione comportava infatti molte spese, sia per l’acquisto del legno più idoneo alla liuteria e per le attrezzature necessarie.
l primo progetto ha avuto inizio nello scantinato di mio padre, tra spazi angusti e montagne di ricordi, passavo li ore, giorni e settimane, rivedendo disegni e cercando di allargare le mie timide conoscenze, prima di effettuare qualunque taglio mi ossessionava il ricordo del vecchio falegname di paese che bisbigliava così “Michele ricorda sempre che per ogni taglio sono previste dieci misure”.
La paura del fallimento era sempre in agguato e ho dovuto spesso riconoscere i miei limiti, c’era molto da imparare, ma questo non mi ha mai fermato, anzi.
Trascorsero all’incirca cinque mesi ed eccola, era nata la mia prima chitarra lucente, brillante ed attraente più che mai, un modello ispirato da due marchi prestigiosi che amo tanto, Gibson e PRS.
E adesso? Pensai, a chi la faccio testare dato che a malapena la strimpello?
Devo ammettere che l’incontro con il Maestro Eupremio Ligorio è stato decisivo, i miei occhi erano rapiti dalle sue mani sulla tastiera della chitarra, non riuscivo a trattenere l’emozione, suonava e come se suonava!
La paura del fallimento era sempre in agguato e ho dovuto spesso riconoscere i miei limiti, c’era molto da imparare, ma questo non mi ha mai fermato, anzi.
Trascorsero all’incirca cinque mesi ed eccola, era nata la mia prima chitarra lucente, brillante ed attraente più che mai, un modello ispirato da due marchi prestigiosi che amo tanto, Gibson e PRS.
E adesso? Pensai, a chi la faccio testare dato che a malapena la strimpello?
Devo ammettere che l’incontro con il Maestro Eupremio Ligorio è stato decisivo, i miei occhi erano rapiti dalle sue mani sulla tastiera della chitarra, non riuscivo a trattenere l’emozione, suonava e come se suonava!

Investo tanto del mio tempo e sono in perenne ricerca per la realizzazione di progetti impeccabili, rifornendomi sempre da rivenditori di prodotti di alta qualità.
Questa è una passione che è esplosa dentro, non riesco a farne a meno, certo non è stato facile perché posso definirmi un vero autodidatta che ha accumulato esperienza dai propri errori, ma le soddisfazioni sono tante, complici di tutto sono la buona musica e la preziosa collaborazione di mio padre, come anche il sostegno dei tanti amici che credono in me.
Adesso vivo in un tranquillo paesino della provincia tarantina e dopo tanta fatica sono riuscito a crearmi un piccolo laboratorio attraversato dalla locale pineta, un panorama mozzafiato. Qui prendono vita le mie chitarre, qui torno a sognare quando rientro dal mio lavoro in fabbrica.
Dopo qualche anno di esperienza comincio ad avere più convinzione sulla la scelta della materia prima per la costruzione, infatti è fondamentale conoscere le peculiarità di ciascun tipo di legno, lo spessore del corpo, le sue sfumature, per fare la differenza occorre un lavoro certosino, insomma sogno la perfezione.
Accarezzo gli strumenti realizzati e intuisco che li ho progettati come se fossero tutti per me, come se fossero mie creature, nate senza fretta, il momento più bello resta in ogni caso il silenzio che si crea ancora prima di inserire il jack, purtroppo si sa che non è semplice mettere per iscritto ciò che si prova al primo ascolto di ogni nuovo strumento. L’influenza positiva della musica ha portato nuove idee, soluzioni alternative, ottimizzando le capacità di concentrazione e mi ritengo fortunato per questo.
Una sensazione strana nella zona del cuore che non è dolorosa, ma è il dolce vibrare delle corde delle mie chitarre.
Questa è una passione che è esplosa dentro, non riesco a farne a meno, certo non è stato facile perché posso definirmi un vero autodidatta che ha accumulato esperienza dai propri errori, ma le soddisfazioni sono tante, complici di tutto sono la buona musica e la preziosa collaborazione di mio padre, come anche il sostegno dei tanti amici che credono in me.
Adesso vivo in un tranquillo paesino della provincia tarantina e dopo tanta fatica sono riuscito a crearmi un piccolo laboratorio attraversato dalla locale pineta, un panorama mozzafiato. Qui prendono vita le mie chitarre, qui torno a sognare quando rientro dal mio lavoro in fabbrica.
Dopo qualche anno di esperienza comincio ad avere più convinzione sulla la scelta della materia prima per la costruzione, infatti è fondamentale conoscere le peculiarità di ciascun tipo di legno, lo spessore del corpo, le sue sfumature, per fare la differenza occorre un lavoro certosino, insomma sogno la perfezione.
Accarezzo gli strumenti realizzati e intuisco che li ho progettati come se fossero tutti per me, come se fossero mie creature, nate senza fretta, il momento più bello resta in ogni caso il silenzio che si crea ancora prima di inserire il jack, purtroppo si sa che non è semplice mettere per iscritto ciò che si prova al primo ascolto di ogni nuovo strumento. L’influenza positiva della musica ha portato nuove idee, soluzioni alternative, ottimizzando le capacità di concentrazione e mi ritengo fortunato per questo.
Una sensazione strana nella zona del cuore che non è dolorosa, ma è il dolce vibrare delle corde delle mie chitarre.